Un gruppetto disomogeneo di pittori si riuniva abitualmente al Cafè Guerbois oggi rue Clichi alla sera per gustare una birra e fumare sigari. A me piace pensare però che talvolta si riunissero di domenica mattina, sul tardi, intorno alle 11:30 tra un caffè e un cappuccino, ma ciò sarebbe dovuto accadere al Gambrinus di Piazza Trieste e Trento, ma dopo tutto se questa rivoluzione artistica di cui mi accingo a parlarvi è accaduta nella capitale francese qualche motivo di ci sarà. In ogni modo oggi Cafè Guerbois non esiste più..
Gli artisti di cui vi voglio parlare ruotavano intorno ad una figura di primo piano Edouard Manet, potremmo definirlo il trascinatore o come si legge sui libri colui che inaugurò una nuova stagione artisitica. Muniti di panciotto, bombetta e impermeabile parlavano di arte. Io personalmente su questa cosa non ci credo molto. In che senso direte voi? Secondo me l’influenza non nasce parlando di una tale cosa ma piuttosto condividendo dei momenti di vita quotidiana insieme. Non dobbiamo immaginare che parlassero di come va steso il colore e di come va delineato una figura, ma piuttosto si confrontavano su tutto, da amici, compagni e ciò è ovvio, crea influenza reciproca, come accade a qualunque gruppo di amici che si frequentano al giorno d’oggi, solo che loro avevano in comune una passione e uno spazio: la pittura e Parigi, teatro di vita borghese da ritrarre senza avere un fine sociale o di denuncia.
Mi piace ricordare Manet soprattutto per una sua opera oserei dire provocatoria “Colazione sull’erba” .
Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che si tratti di un tipico tema campestre invece non è così se vediamo che l'ipotetica ninfa in realtà altri non è che una prostituta, tant'è che si intrattiene con due studenti il che rivela invece un tema pienamente borghese. Ripete la medesima provocazoine anche con l'Olympia..sembrerebbe una Venere di Tiziano, peccato però che le scarpe con il tacco e tutti quei accessori rivelino la sua verà identità.
Al di là del soggetto ciò che mi preme sottolineare è la novità data dalla stesura del colore, praticamente piatto, steso copioso sulla tela che rivelano i suoi interessi verso la moda del giapponesismo che si stava diffondendo in quegli anni.
Ciò che contraddistingue i pittori impressionisti, oltra a Manet ricordiamo Edgr Degas,Claude Monet, Pierre August Renoir è il distacco verso l'arte accademica che sa sempre aveva dominato in tutti gli ambiti artistici. Come non ricordare negli anni precedenti Jacques Louise David o Auguste Ingres?
Ora si sente l'esigenza di dare libero sfogo a ciò che è il risultato di un'impressione, di una sensazione che però non si discosta mai dalla realtà circostante, squisitamente borghese dove al centro spesso troviamo Parigi, con i suoi caffè e i suoi teatri, le strade affollate e con tutti i personaggi che ne prendono parte.
Mi viene in mente "Il ballo del Moulin de la Galette" di Renoir

Centrale nella loro pittura è senza dubbio la luce che diviene al centro della loro ricerca artistica, affermando così il primato della visione e quindi dei sensi, ricordiamo infatti i tanti studi sulla luce della Cattedrale di Rouen fatti da Claude Monet, colta en plain air in diverse condizioni di luce e di tempo
Il mio preferito è infatti quasi scontatamente lui: Claude Monet la cui opera che tutti ricorderanno con maggior nitidetta "Impression,soleil levant" è di certo quella che mi emoziona più di tutte. Non so perchè ma non è cutodito al Museo d'Orsay ma al Museo Marmottan, il quale viene soprattutto visitato per questo piccolo quadro dalla straordinaria vivacità, giungendo a dare nome all'intero movimento artistico.

Un critico del tempo, Louise Leroy, credeva di offendere e sminuire la loro arte chiamandoli per primo impressionisti ma invece i nostri amici ci risero sopra e anzi, credettero vivamente in un quel nome poichè ritenevano che esprimesse bene la rivendicazione della loro diversità, tant'è che fondarono anche una rivista chiamata proprio "L'impressioniste"
Non c'è che dire, sono stati dei progressisti, avevano capito che con l'avvento della fotografia la pittura oramai aveva altro da dire e lo fecero con passione,audacia, ma senza alcun risentimento accendendo la miccia di un avvenire artistico ricco di altro e tanto altro!
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